Che la forza sia con voi…

Ci siamo.. Il fatidico giorno è arrivato: oggi finalmente, dopo lunghe discussioni, dibattiti, previsioni ed anticipazioni la Fed deciderà se attuare o meno la tanto aspettata (o temuta) normalizzazione dei tassi d’interesse  (ed uscirà il nuovo film della saga STAR WARS). Una giornata memorabile!

Gli occhi di tutti gli operatori sono rivolti in questa direzione ed i mercati non faranno altro che reagire di conseguenza, anche se le aspettative di un aumento di 25bp sono state ormai del tutto prezzate (almeno per quanto riguarda l’EURUSD). Questo potrebbe significare che, contrariamente alle aspettative di tutti di un USD in salita, potrebbe essere proprio l’EURUSD a salire.

E’ interessante notare come i mercati azionari Americani siano in aumento da 2 sedute consecutive. Con il Dow Jones +0,9%, l’S%P + 1,06% e il Nasdaq Composite + 0,87% era da parecchio tempo che non veniva prezzato un avvenimento simile, e non si è del tutto concordi su come reagiranno i mercati.

Intanto il VIX ha raggiunto livelli non certo rassicuranti (vedi grafico), ma è cosa normale, vista l’unicità di un evento del genere.

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Come è consuetudine di ogni avvenimento come quello di oggi, solo gli impavidi resteranno con le posizioni aperte all’avvicinarsi del meeting.

La cosa certa è che stiamo per salire sulle montagne russe!

E LE COMMODITIES?

L’ormai sicuro aumento dei tassi da parte della Yellen ha da qualche tempo messo sotto pressione le principali commodities che, già provate da spinte ribassiste sulla scia dei recenti avvenimenti nei corrispondenti settori (es. decisioni dell’OPEC per il petrolio), stanno sperimentando un periodo buio, caratterizzato da variazioni negative fin troppo ripetitive.

Prendiamo ad esempio l’oro: gli interessi di vendita sono ormai prevalenti dall’inizio del mese di dicembre e la price action di questi ultimi giorni ha visto il metallo prezioso per eccellenza scendere sotto una bearish 20 SMA. Ovviamente il movimento che seguirà il FOMC, con il probabilissimo apprezzamento del dollaro, non avranno nulla a che vedere con l’analisi tecnica, ma una rottura al di sotto del supporto a 1.046,30 potrebbe benissimo aprire la strada per un declino che potrebbe non fermarsi fino al 1.000. Per coloro con una visione un po meno catastrofica i più vicini supporti sono posizionati a 1.057,30 e 1.050,30.

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Sicuramente anche il petrolio ne soffrirà, ma visto il recente movimento ribassista (che tra l’altro ha segnato un record negativo che non si vedeva da anni), qualcuno potrebbe ipotizzare che il suo comportamento non sarà così marcato.

Un dollaro più forte, comunque, farà da contraltare alle commodities, che quest’oggi non passeranno decisamente una bella giornata.

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