AUGURI A TUTTI.. con una piccola analisi sull’USD

La calma piatta dei mercati mi permette anzitutto di fare i tradizionalissimi auguri di Natale con l’augurio che il 2016 sia di gran lunga meglio del 2015. Questa pausa è anche una buona occasione per svolgere un’analisi un po più approfondita di quello che è successo in questi mesi e di quello che succederà viste la mossa inedita della Fed di aumentare i tassi.

Cosa significa un dollaro più forte? E quali sono le conseguenze nei confronti di tutte le altre asset classes

CON LE ALTRE VALUTE

Ci ricordiamo molto bene i titoli di quotidiani ed articoli che tuonavano con “La Guerra delle Valute…”, ma cosa significa davvero?

Da un punto di vista fondamentale, un dollaro più forte (quindi con un maggiore potere di acquisto), permette alle aziende americane di importare beni dai Paesi esteri ad un prezzo più basso: a parità di costo dei beni nei Paesi con una valuta estera, gli importatori Americani hanno la possibilità di acquistarne di più se il dollaro è più forte. Un incremento delle importazioni, però causa un conseguente decremento delle esportazioni perché, per il resto del mondo, i beni americani diventano più cari (a seguito di un prezzo in dollari rimasto invariato, ma con un potere d’acquisto delle altre valute che è diminuito nei confronti del biglietto verde).

Paesi che fanno molto affidamento sulle esportazioni, seguendo questo ragionamento, preferiscono avere una moneta più debole, per spingere l’export ed il termine “Guerra delle Valute” si riferisce proprio ad una svalutazione programmata dal governo, per stimolare le esportazioni e di conseguenza l’economia del Paese.

In passato il governo americano ha svalutato la propria moneta attraverso un Quantitative Easing (QE) ed il recente apprezzamento del dollaro stà mettendo sotto pressione l’economia Americana, anche in relazione alla svalutazione delle altre currencies.

Staremo a vedere se l’economia Americana riuscirà ad essere di nuovo competitiva, anche con un dollaro più forte!

CON I MERCATI EMERGENTI

Questa fetta di valute è spesso considerata da molti marginalmente, ma ha un’importanza fondamentale per le economie mondiali.

Molti Paesi in via di sviluppo, infatti, hanno delle valute molto instabili che porta i Governi a prendere in prestito USD per mitigare il rischio legato alle proprie valute. Periodi di crisi e svalutazioni della valuta dei Paesi emergenti rende molto più difficile ripagare il debito in dollari e porta i Paesi ad un rischio di default (proprio come accaduto in Argentina nel 2001).

Un altro famoso esempio è quello della Petrobas, una compagnia petrolifera Brasiliana. La Petrobas prese in prestito enormi quantità di dollari Americani a seguito dei grandi ritorni richiesti dagli investitori, ma quando il Real Brasiliano cominciò a svalutarsi, fu molto più oneroso per la compagnia ripagare i propri debiti in dollari.

Real_Dollar

 

CON L’EQUITY

Storicamente la valuta Americana ed il mercato dell’equity hanno da sempre avuto una relazione inversa: nel momento in cui il biglietto verde si apprezza, il mercato dell’equity scende.

Ma perché?

Un dollaro più forte influenza i guadagni delle aziende, in quanto molte grandi società multinazionali hanno una grande parte delle loro entrate fuori dal territorio Americano. La conseguenza di un dollaro più forte è una riduzione del valore delle entrate in altre currencies.

Inoltre, mano a mano che il dollaro si apprezza, le importazioni (come abbiamo visto sopra) diventano meno costose, ma allo stesso tempo le esportazioni diventano più onerose. Nel caso in cui la produzione non sia svolta nel mercato domestico, questo potrebbe portare pressioni sull’economia e sulla forza lavoro a seguito di un dollaro più forte.

Ricordiamoci che ci sono anche casi in cui la relazione USD-Equities diventa positiva: alla fine del 2015 infatti è successo. Una possibile spiegazione di tale fenomeno può essere data dal recente dally del S&P 500 dal 2013 in poi, che ha creato una grande domanda di Dollari Americani (perché chi compra titoli Americani, li deve comprare in Dollari Americani).

Dollar_SPX

 

CON IL PETROLIO E LE ALTRE MATERIE PRIME

Nei confronti del petrolio, il Dollaro Americano ha una correlazione NEGATIVA: mano a mano che il dollaro si apprezza, il prezzo del petrolio diminuisce. Visto che la maggior parte delle materie prime sono prezzate in dollari americani, un aumento del valore della moneta mette pressione alle commodities che si muovono all’ingiù.

Spiegandolo in termini molto semplici: quando il dollaro si apprezza (quindi vale di più), ci vogliono meno dollari per comprare le materie prime e conseguentemente il prezzo diminuisce. Parlando invece in termini relativi, un dollaro più forte rende il petrolio più caro per investitori e società di Paesi esteri.

Dollar_oil-2

 

DOLLARO, PETROLIO E TITOLI

Molte aziende possono beneficiare da prezzi del petrolio più bassi, perché rendono il costo delle materie prime più basso ed aumentano di conseguenza i margini. Anche i venditori al dettaglio ne possono beneficiare: con prezzi della benzina più bassi i consumatori hanno più soldi da spendere. Al contrario vengono penalizzate le società energetiche che vedono scendere in picchiata i propri guadagni.

Come abbiamo detto in precedenza, con il Dollaro e l’equity che si muovono in direzioni opposte, ed il Dollaro e il petrolio che hanno lo stesso comportamento, ne consegue una relazione POSITIVA tra l’Equity ed il petrolio (come possiamo vedere qui sotto).

Oil_equities

Buona lettura e buone feste!

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