Franco, sempre meno safe haven

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Il Franco Svizzero ha ormai raggiunto, nei confronti della valuta unica Europea, i livello più alti dal momento dell’abbandono del peg (di 1.20) e si trova ora a scambiare sul livello di 1.1085. Con le imminenti manovre previste dalla BCE per i prossimi mesi, che contestualmente porteranno al ribasso l’Euro, e le continue dichiarazioni della SNB per cui non sono esclusi interventi “sotto determinate condizioni” , ulteriori movimenti della valuta elvetica dovrebbero comunque rimanere limitati. Nonostante le dichiarazioni, però, gli operatori credono che gli strumenti a disposizione della SNB siano limitati. Staremo a vedere visto che, in prospettiva di un taglio dei tassi della BCE nel mese di Marzo, la SNB potrebbe prendere una decisione.

Stando a queste condizioni il cross EURCHF è visto ancora leggermente al rialzo con l’immediato livello di resistenza a 1.1133 mentre, sul fronte opposto, il primo supporto significativo a 1.1069.

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Questione di Dollari, ma non Americani

Toni piuttosto cauti da parte della Fed durante il FOMC di ieri sera, con le attese del mercato riguardo la normalizzazione dei tassi che sono rimaste invariate.

Dollaro Neozelandese (NZD)

Nessun colpo di scena da parte della RBNZ che, come previsto, ha lasciato invariato il tasso d’interesse al 2.50%, sottolineando in conferenza toni decisamente più dovish del previsto. Secondo le dichiarazioni della CB, l’inflazione è prevista in aumento nel 2016, anche se il raggiungimento del target prenderà più tempo del previsto. Ulteriori interventi di politica monetaria, necessari per riportare l’inflazione in linea con il target, non sono stati esclusi e non escludiamo quindi un possibile taglio dei tassi entro fine anno (col mercato che al momento prezza una probabilità del 50% per una manovra durante il meeting di marzo). Il generale incremento delle possibilità di un taglio tassi, unito ad un risk sentiment instabile, ci spingono a vendere NZD sui rallies. Il primo importante supporto per il Kiwi è visibile a 0.6339 superato il quale il cross potrebbe dirigersi verso 0.6355.

Dollaro di Singapore (SGD)

Buone notizie per Singapore, con il tasso di disoccupazione rivisto al ribasso all’1.9% dal precedente 2% nel Q4. La situazione economica rimane comunque debole con l’inflazione ancora in terreno negativo ed il CPI in calo dello 0.6%. Nonostante il leggero guadagno visto questa settimana, il Dollaro di Singapore ha perso oltre 200 punti nel primo mese del 2016, risentendo pesantemente del rallentamento dell’economia Cinese e del collasso dei prezzi del petrolio. Gli scambi rimangono tra 1.4340 (max del 22gen) e 1.4245 (minimo del 26 gen ).

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Inversioni di tendenze

Hong Kong Dollar (HKD)

Il recupero del Dollaro di Hong Kong sul biglietto verde in apertura della sessione asiatica sembra continuare con l’USDHKD che al momento scambia a 7.7860 (-0.13%) e prova a riportarsi sui livelli di inizio anno. Lo spike visto la scorsa settimana ha fatto toccare al cross il massimo di più di otto anni a questa parte a 7.8294, ed il recupero di questi giorni dell’HKD è guidato da grossi ordini di acquisto. Si vocifera sia opera delle autorità monetarie locali, restie a far scendere il prezzo della moneta a livelli troppo bassi.

Franco Svizzero (CHF)

Un leggero ritorno al rialzo per il franco svizzero che nella notte guadagna terreno nei confronti dei suoi principali peers Americani ed Europei. Nonostante l’alta volatilità che caratterizza i mercati, gli acquisti di EUR e USD dei giorni scorsi hanno continuato a pesare sulla valuta elvetica, con il Franco che sembra voler invertire il trend in apertura della sessione di Londra. La situazione economica Svizzera rimane piuttosto preoccupante, con il tasso di disoccupazione di dicembre salito al 3.7% (livello più alto da settembre 2010) e l’inflazione ancora in territorio negativo, per la quattordicesima volta consecutiva, a -1.3% YoY.

Intanto l’EURCHF scambia a 1.1049 mentre il USDCHF a 1.0165. Sembrano esserci i presupposti di un rintracciamento del recente rally e preferiamo una posizione short su entrambi i cross.

 

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Cina ancora giù

Nuovo capitombolo dell’azionario Cinese nella notte, con il petrolio ancora giù e la domanda di safe havens che conseguentemente.. è salita.

ORO (XAU)

Risalita per l’oro che durante la notte ha toccato il massimo da 12 settimane a questa parte in relazione agli scivoloni dei mercati azionari Asiatici che hanno rinnovato la domanda di safe havens. Il movimento al ribasso del petrolio, inoltre, amplifica i guadagni del metallo prezioso e si dimostra essere ancora una volta un importante market mover. Con gli indici Americani pressochè flat, il risk sentiment rimane alla mercè del petrolio che, con la sua price action al ribasso, non sta facendo altro che favorire gli acquisti di oro.

Intanto lo XAU scambia a 1.115 USD/Oz, con un immediata resistenza posizionata a 1.118,85, rotta la quale il movimento si potrebbe dirigere verso 1.126,78.

 

RUBLO (RUB)

Nuovi comprensibili ribassi per il Rublo sulla scia della rinnovata debolezza del prezzo del greggio che rimane intorno ai $ 29.5bbl. I guadagni dei giorni scorsi sono di fatto stati azzerati con l’USDRUB che si è riportato intorno al 81.60 a +1.9%, avendo toccato un massimo di 82.06 in apertura di seduta. Sembra quindi già lontano il livello di 76.71 toccato nei giorni scorsi e la liquidità rimane ancora molto contenuta. Finche il barile verrà scambiato con segno negative le prospettive mi vedono long USDRUB.

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Lunedì Mattina

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Sterlina Inglese (GBP)

Comincia con il piede giusto la settimana per la sterlina che durante la sessione asiatica guadagna terreno nei confronti di EUR e USD. L’EURGBP infatti si sta muovendo al ribasso, estendendo il trend negativo della scorsa settimana, anche a seguito delle dichiarazioni decisamente dovish di Draghi, mentre il Cable estende i suoi guadagni toccando il livello di 1.43 e facendo segnare, per il momento, la terza sessione consecutiva di colore verde. In uscita nella giornata odierna i dati da parte della CBI che molto probabilmente non saranno particolarmente incoraggianti. Il Q4 britannico infatti ha visto una leggera contrazione della produzione industriale e del settore dell’edilizia che credo venga confermato anche da una discesa del PIL proprio del Q4 (ci aspettiamo un aumento del 0.4%, che porterebbe l’incremento totale per il 2015 a 2.1-2.2% contro un 2.9% dell’anno precedente).

La prima resistenza significativa per il cable potrebbe essere raggiunto a 1.4360 mentre in previsione di un movimento ribassista, la prossima resistenza per l’EURGBP è posta a 0.7480.

 

 

The Day after Draghi

L’intervento di Draghi di ieri è stato un toccasana per i mercati che oggi hanno invertito la rotta e che ha dichiarato ulteriori interventi nel prossimo meeting, a rassicurare le piazze mondiali.

Canadian Dollar

In questo fine settimana il CAD estende i suoi guadagni nei confronti del suo rivale americano, toccando i minimi settimanali a 1.4238. Il recupero del petrolio ed il miglioramento del risk sentiment generale hanno aiutato il Dollaro Canadese a recuperare il terreno perso nelle settimane passate e la seduta odierna potrebbe rivelarsi particolarmente interessante con l’uscita dei dati sulle vendite al dettaglio e sul CPI. Il mercato ha ormai digerito la decisione della BOC di mantenere invariati i tassi d’interesse allo 0.5%, mentre il grafico del USDCAD si muove a specchio con il WTI ed il Brent che stanno guadagnando rispettivamente il 4.20% e il 4.79%.

Dal punto di vista tecnico una possibile rottura al ribasso della media mobile a 20 giorni intorno a 1.4176 potrebbe significare un estensione del movimento ribassista fino a 1.3806.

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Occhi puntati sull’Eurozona

Giornata importante quella di oggi per l’Eurozona: usciranno i dati sull’inflazione e Draghi deciderà se estendere o meno il QE anche dopo il 2017. Con una situazione macroeconomica decisamente cambiata dall’ultimo meeting di Dicembre, tra i pesanti scivoloni di Cina e petrolio, lo scenario deflazionistico cominciato a Febbraio dello scorso anno non sembra volersi fermare e l’inflazione potrebbe rivelarsi quasi un punto percentuale al di sotto delle previsioni di sole sei settimane fa confermando uno scenario decisamente bearish. Il mercato ha già prezzato un ulteriore taglio dei tassi di deposito unito ad un aggiustamento del QE e se questo non dovesse succedere, con l’attuazione da pare di Draghi di una strategia di “wait and see” per la prima parte del 2016, la moneta unica potrebbe trovarsi a fronteggiare ulteriori pressioni al ribasso, mimando un movimento simile a quello avuto dopo il meeting del mese scorso.

Al momento tra gli operatori prevalgono le posizioni short, anche se la differenza non è così marcata, con una percentuale di long del 43%. Io rimango Bearish sull’Euro e credo che gli attuali livelli di EUR/USD ed EUR/GBP possano offrire interessanti opportunità di andare short: contro il biglietto verde preferiamo vendere intorno a 1.0935 con target 1.0855 e 1.0855, mentre nei confronti della Sterlina il primo supporto significativo potremmo trovarlo a 0.7485.

Staremo a vedere!

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Su e Giù

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Japanese Yen (JPY)

Durante la notte lo Yen si è rafforzato nei confronti dei suoi diretti rivali dopo che il petrolio ha toccato un nuovo minimo da 12 anni a questa parte. In particolare, proprio in questo momento, il cambio EURJPY si stà muovendo al ribasso testando il minimo a 127.73, mentre il cross contro il biglietto verde vede un segno negativo di 0.89% a 116.64 (anche in relazione ai deludenti dati US della scorsa settimana). In contemporanea anche l’equity Asiatico è rivisto al ribasso, con i principali indici con segno negativo, a conferma del risk-off che al momento caratterizza i mercati e che spinge gli investitori a comprare safe havens, proprio come lo Yen.

Considero questa una buona occasione per essere short sui cross JPY, con il primo supporto di EURJPY posizionato a 126.73 seguito da 126.05.

 

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Canadian Dollar (CAD)

Il Dollaro Canadese continua la sua price action, con il cambio USDCAD che estende i guadagni e testa nuovi massimi a 1.4650. Con il prezzo del barile in discesa libera il CAD rimane sotto pressione anche in relazione alle decisioni di politica monetaria della BoC che nella giornata di oggi deciderà se tagliare i tassi oppure no (il consensus è diviso tra un taglio di 25bp e un non-intervento della banca centrale). Pressioni arriveranno anche dal territorio Americano, con i dati sull’inflazione in uscita nella giornata di oggi.

Il cross intanto guadagna circa lo 0.44% a 1.4640 in attesa di testare la trendline di resistenza a 1.4672 per poi dirigersi verso il 1.4946.

 

Tiriamo il fiato

Con la Cine che riprende una boccata d’ossigeno dopo la pubblicazione sul dato del GDP a 6.9% (“just a shade lower than 2014’s 7.3%) diamo un’occhiata alle currencies di oggi:

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LIRA TURCA (TRY)

Oggi è in programma la decisione della CBRT sui tassi di riferimento in Turchia e le mie aspettative prevedono un aumento di 50bp (in relazione ad un TIER1 negativo), anche se credo che non saranno abbastanza per stabilizzare la Lira. Il meeting di Dicembre si era concluso con le dichiarazioni della CBRT di un possibile inizio di manovra sui tassi a Gennaio, a patto che il declino della volatilità si fosse dimostrato persistente e ad oggi le minacce inflazionistiche provengono da una valuta debole e da un aumento dei prezzi dei viveri.

Intanto l’EURTRY scambia al ribasso a 3.2830 ed il primo obiettivo è posto a 3.2550. Prevalgono gli acquisti di Lira anche contro $, il movimento discendente vece come area di supporto 3.0060.

 

 

STERLINA (GBP)

Anche per la sterlina sarà una giornata più movimentata, con l’uscita dei dati sull’inflazione del mese di Dicembre (dovrebbe essere 0.20% YoY, il target rimane 2.00%). Non mi aspetto eccessivi movimenti come conseguenza vista una Sterlina già piuttosto stressata dalla BoE nelle scorse settimane ed anche le aspettative sui tassi dovrebbero rimanere invariate, limitando i movimenti della valuta al ribasso. Intanto l’EURGBP continua a muoversi al ribasso, scambiando al momento intorno allo 0.76, con gli operatori che sembrano avere completamente ignorato i dati provenienti dalla Germania ed il mercato azionario Asiatico. Continuo a pensare che la Sterlina venga scambiata in ipervenduto e per questo preferirei comprare sui dips.

 

Nuova settimana, nuovo ribasso del petrolio

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Con il petrolio che è stato venduto fino a 28dollari/barile i mercati azionari continuano il periodo di alta volatilità seguendo, quasi per osmosi, i movimenti dell’oro nero, mentre Rubini prevede il peggio, come nel 2008. Il petrolio viene paragonato ai sub-prime.

Ecco la sua analisi:

http://time.com/4180698/nouriel-roubini-global-economy/?xid=tcoshare#4180698/nouriel-roubini-global-economy/?xid=tcoshare

 

STERLINA INGLESE

La discesa della Sterlina Inglese contro USD, cominciata il 12 dicembre (a 1.5250), sembra non volersi fermare, ed il cable si trova in questo momento a 30pips dal minimo del 2010 di 1.4225.

La settimana appena passata ha visto una discesa di circa 260pips nonostante i dati US hanno confermato una situazione instabile dell’economia americana, con le dichiarazioni di Dudley che hanno definito la situazione non molto diversa da quando sono stati aumentati i tassi a Dicembre. Le previsioni di un aumento dei tassi in Inghilterra nel breve termine inoltre sono in diminuzione, favorendo il sell-off della moneta Britannica.

Il Cable intanto viene scambiato intorno a 1.4270 con il primo supporto al ribasso posizionato a 1.4227 (il minimo di maggio 2010).

 

FRANCO SVIZZERO

Il cambio USDCHF ha interrotto un declino durato due giorni, scambiando al rialzo durante la sessione asiatica, raggiungendo 1.0057. I guadagni sono stati poi dimezzati con l’avvicinarsi della sessione Europea, con il sell-off del petrolio che ha limitato il movimento rialzista. Petrolio che continua a guidare anche mercati azionari, in assenza di dati in uscita nei prossimi giorni.

L’immediata resistenza al rialzo la si trova a 1.0100 al di sopra della quale l’USDCHF potrebbe estendere i guadagni fino a 1.0130.

 

Buona giornata!