Petrolio e Cina in rosso muovono i mercati

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Con il petrolio e i mercati CInesi in picchiata (l’equity Cinese oggi sta chiudendo a circa +0.2%, ma il risultato da inizio anno è terrificante), quasi tutte le borse mondiali sono trascinate al ribasso, anche se sui listini Europei le perdite sono limitate.

Il greggio sembra non voler arrestare la propria caduta e già diverse banche d’investimento ipotizzano una probabile discesa fino a $20 al barile, mentre il governo Cinese acquista grosse quantità di Renminbi offshore per fermare la speculazione e la fuga di capitali.

CANADIAN DOLLAR (CAD)

Con il cambio USDCAD ai massimi da ben 13 anni (dopo aver superato temporaneamente il livello di 1.4250), il dollaro Canadese subisce un ulteriore duro colpo con il Brent che scende sotto i 31 dollari al barile. Il rallentamento dell’economia Cinese, combinata alla continua discesa del prezzo del petrolio, continua a mettere sotto pressione le commodity currencies ed in particolar modo il CAD che registra minimi pluriennali.

La stretta correlazione che permane tra la valuta Canadese ed il petrolio stà fungendo da market mover, con il prezzo del WTI a $30.48 (-2.85%) e quello del Brent che ha toccato i $30.90bbl (-2.25%).

Come se non bastasse le dichiarazioni della BOC di ieri hanno dipinto un’outlook non di certo roseo, con gli investimenti e le assunzioni ai minimi dal 2009.

La prossima resistenza al rialzo è posizionata a 1.4294, al di sopra della quale l’USDCAD si potrebbe dirigere verso l’1.4350.

 

KIWI (NZD)

La price action del NZD rimane strettamente correlata agli avvenimenti Cinesi che, a seguito dell’intervento della PBoC sui mercati valutari, drenando la liquidità del CNH hanno portato i costi di funding dei forward a toccare nuovi massimi. Con il dollaro americano in risalita e un’attitudine dei mercati prevalentemente di risk-off, il Kiwi non può che continuare a muoversi al ribasso. Da inizio anno, inoltre, il NZD registra una performance negativa del 4.8%, una delle performance peggiori tra i G10.

Sulla base di questa analisi, le mie previsioni al ribasso vedono supporti significativi a 0.6521 e 0.6504.

 

RENMINBI ONSHORE E OFFSHORE (CNY E CNH) – UN ANALISI

Per chi non lo sapesse il CIna sono presenti 2 valute “contemporaneamente”, ovvero lo Yuan (o Renminbi) onshore (CNY) e quello offshore (CNH). La nascita del secondo risale al luglio 2009, per volontà della People Bank of China di promuovere l’utilizzo della valuta cinese anche negli scambi commerciali internazionali. Questa valuta, per decisione della stessa PBoC, può fluttuare senza restrizioni, al contrario del CNY per cui la PBoC permette uno scostamento di massimo +/-2%, dopo aver fissato ogni giorno la parità.

La parità centrale viene considerata dagli investitori come un’indicazione della direzione in cui la Banca Centrale ipotizza che la valuta si possa muovere, invece che come una conseguenza alla chiusura del giorno passato.

Rispetto al picco raggiunto nei giorni scorsi, il differenziale tra questi due tassi di cambio ieri si è più che dimezzato, rappresentando un fenomeno singolare per i mercati finanziari.

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