La “Rice Wine Crisis”

Ecco una piccola analisi della situazione economica globale ad oggi:

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– Il rapporto Oro/Petrolio ha da sempre preannunciato delle crisi ed ora sembra preavvisarne una nuova;

– Sembra esserci un cocktail esplosivo: una crisi inversa del petrolio, una crisi da deleveraging, una crisi degli EM, e una crisi Cinese (Rice Wine). Si potrebbe anche inserire il lunedì nero nel mix;

– Un continuo stress dell’equity dei paesi EM tende a schiacciare la curva dei bond americani.

1) Con il petrolio che rimane sotto pressione e le paure sul mercato Cinese che continuano ad aumentare l’oro sembra volersi muovere al rialzo. Il risultato è che il rapporto Oro/Petrolio (notoriamente una proxy dei periodi di crisi) si muove al rialzo, fino a superare i livelli raggiunti negli anni 80 e a toccare nuovi massimi. Più alto di così è stato solamente durante la crisi Asiatica. Picchi al rialzo di questo rapporto hanno indicato, a partire dagli anni 80, ogni evento macroeconomico di rilievo, dal Lunedì Nero, alla crisi Latam, all’Asia, fino alla più recente crisi Americana. Il picco dell’indice a 2 anni è stato battuto solamente durante la crisi asiatica (e durante la crisi “inversa” del petrolio degli anni 80 in cui i Paesi Sauditi hanno combattuto contro la concorrenza spietata per mantenere quote di mercato)

2) Una cosa è evidente: in questa crisi sono presenti tutti gli ingredienti delle crisi passate che in un solo bicchiere formano un cocktail esplosivo!

Un pochino più della crisi “inversa” del petrolio, una mossa della Cina molto simile a quella della crisi da deleveraging, il pericolo di un ulteriore Lunedì Nero ed una situazione altalenante degli EM.

Sembra inoltre che gli eventi accaduti in Cina e in Messico siano incompatibili, ma in realtà il problema è fondamentalmente lo stesso, con una perdita di incisività nella difesa di una moneta forte, che ha alimentato una crisi nei flussi di capitale con un ampio impatto non solo sugli USD/EM, ma anche sugli USD/assets più in generale.

Quello che hanno tutti gli ingredienti in comune, comunque, è una grande forza combinata in grado di invertire l’eccessiva accumulazione di flussi di capitali.

3) Per quanto riguarda i bond, invece, i flussi di capitali si sono rivolti ai titoli obbligazionari americani di lunga scadenza (anche nonostante la continua stretta monetaria d’oltreoceano) e di conseguenza la curva non ha fatto altro che appiattirsi, facendo calare i rendimenti.

 

Passando al forex ecco l’analisi delle currencies di oggi

AUSTRALIAN DOLLAR (AUD)

Sulla scia dell’uscita di dati incoraggianti sul commercio Cinese (Trade Balance 382.05b surplus, Export +2.3%, Import -4%), l’AUD ha guadagnato terreno nei confronti del biglietto verde. Comprensibile, vista la stretta dipendenza commerciale tra Cina e Australia: migliori risultati Cinesi significano aumento dell’export Australiano, in particolar modo nel mercato del ferro. Questa commodity è la principale fonte di revenue negli scambi commerciali australiani ed i dati in uscita hanno indicato un aumento dell’import Cinese dello stesso metallo (da 82.13m a 96.27m).

Come conseguenza diretta i rendimenti dei bond governativi sono aumentati, ad indicare la minore certezza dei mercati di un taglio dei tassi da parte della RBA nel breve termine (16% probabilità di un taglio a febbraio e 88% probabilità nei successivi 12 mesi). Prossimi livelli significativi sono posti a 0.6993 (supporto) e 0.7032 (resistenza).

 

ORO (XAU)

L’Oro interrompe la  serie negativa durata tre giorni consecutivi con un timido rimbalzo, in relazione al mancato recupero dei mercati Cinesi. La domanda del metallo prezioso è leggermente aumentata e i prezzi hanno subito rimbalzato verso l’alto dai minimi dopo che l’equity Cinese è tornato in rosso, alimentando nuovamente instabilità e volatilità sui mercati azionari. Crediamo che questo movimento abbia comunque vita breve, visto il Dollaro ancora una volta biddato nei confronti dei suoi maggiori competitors.

L’immediata resistenza per metallo prezioso corrisponde al massimo di giornata (1090) con i suporti più significativi a 1080 e 1074.40 al ribasso.

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