Petrolio contrastato tra up e down

OIL (Brent&WTI)

Una sessione asiatica contrastante per il Barile che al momento vede il Petrolio Americano, il WTI, ritornare in terreno negativo, mentre il Brent estende il suo rimbalzo con un +0,19% a $35,29bbl. Con i dati CFTC ad indicare un possibile ribaltamento della price action dell’Oro Nero, gli operatori hanno aumentato le proprie posizioni long nei confronti dei feutures e delle opzioni sul Petrolio a NY e Londra di circa il 16% nella settimana terminata il 23feb.

Altri elementi a sfavore del prezzo di questa commodity sono stati i risvolti del meeting tra OPEC e Russia, su un possibile congelamento dell’output, e la drastica diminuzione per la decima settimana consecutiva degli impianti di perforazione Americani (numero ai minimi da Dicembre 2009).

Le continue notizie contrastanti non smettono di alimentare i mercati e credo che qualsiasi guadagno, in queste condizioni, avrà vita breve.

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Una valanga di dati Americani

USD/JPY

Con un calendario ricco di eventi per la giornata di oggi, lo Yen guadagna terreno nei confronti del Biglietto Verde facendo segnare il minimo a 112,57. Continua il periodo negativo per il Dollaro che sembra soffrire la rinnovata avversione al rischio che è tornata in auge sui mercati finanziari.

I dati riguardanti l’Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo YoY Giapponesi sono rimasti flat, mentre gli operatori rimangono in attesa del PIL Americano per il 4S, che ci si aspetta rimanga flat, ma che potrebbe riservare delle sorprese.

I mercati continuano a tener d’occhio l’equity e i prezzi del petrolio, ma una figura più solida del previsto oggi pomeriggio potrebbe dare una direzione più marcata all’USD.

In termini di analisi tecnica per l’USD/JPY la resistenza immediata è posizionata a livello 113.07 la rottura della quale potrebbe dirigere il cross verso i 113,39.

 

Loonie (USD/CAD)

Sembra volersi stabilizzare intorno a 1,3500 il cambio USD/CAD a seguito dei pesanti movimenti negativi che hanno caratterizzato le ultime due sedute. La timida risalita dei prezzi del petrolio, unita ad una fragilità del Dollaro Americano hanno portato il Cad ad essere la migliore valuta tra i G10 degli ultimi giorni, mentre le rivelazioni di oggi pomeriggio sui dati americani potrebbero influire sulla price action di oggi, che sembra non volersi muovere dal livello attuale.

Al momento il cross viene scambiato a 1,3539 in rialzo dello 0,03%. Un sorpasso di 1,3647 al rialzo potrebbe significare una corsa verso l’1,3804, mentre una rottura al ribasso del prossimo supporto a 1,3268 potrebbe aprire la strada ad un movimento versol’1,3034.

USDCAD

 

Corsa alla Safe Haven

USD/CHF

Terza sessione consecutiva al ribasso per il cambio USD/CHF che nella notte fa segnare un minimo di 0,9876 per poi rimbalzare ai livelli attuali a 0,9882.

La rinnovata perdita di terreno dell’Europa dopo il nuovo capitombolo del 6% dell’equity Cinese, hanno rispolverato il sentimento di risk-off sui mercati, aumentando la volatilità ed estendendo i suoi impatti sull’economia globale.

Come normalmente accade, quindi, in periodi di forte incertezza, gli investitori si dirigono verso le valute tradizionalmente safe haven, come il Franco Svizzero, portando il cross USD/CHF al ribasso. Coerentemente con questa risk-aversion in aumento il Dollaro è stato venduto anche nei confronti delle majors, facendogli estendere i ribassi, mentre i dati deludenti riguardo alla vendita delle case usciti mercoledì non hanno fatto altro che pesare sul Toro Americano.

I mercati continueranno ad osservare principalmente i prezzi del petrolio e i movimenti dell’equity nelle principiali piazze mondiali, anche se parecchia importanza verrà ricoperta dall’uscita dei dati Americani sugli ordini dei beni durevoli per il mese di Gennaio.

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Il petrolio che muove i mercati

Dollaro Canadese (CAD)

A seguito dell’annuncio di un accordo tra Russia ed i paesi dell’OPEC ed il conseguente tonfo dei prezzi del petrolio, a farne le spese è stato soprattutto il Loonie che nei confronti del dollaro è scivolato portando l’USD/CAD ad uno spike di circa 170pips nel corso della seduta di ieri. I tentativi della moneta Canadese di ridurre la propria dipendenza dai prezzi del petrolio sembrano inutili e a quanto pare maggiore la volatilità e gli shock sul mercato petrolifero e maggiore questa correlazione sembra farsi sentire, penalizzando pesantemente il CAD.

Nonostante questa fragilità del Dollaro Canadese, le vendite al dettaglio del Paese hanno superato le aspettative mettendo a segno il secondo rialzo consecutivo (+ 1.2%), spinte dalle vendite di automobili e dalla produzione di legno, anche se i deludenti dati americani sull’Empire State Manufacturing Index rappresentano una brutta notizia per l’export Canadese.

Mentre la BOC ha deciso di tenere i tassi invariati nel mese di Gennaio, ulteriori manovre di politica monetaria rimangono possibili durante il 2016 e tutto dipenderà dallo stato dell’economia del Paese e, soprattutto, dal prezzo del Petrolio. Il USD/CAD intanto scambia a 1.3893 in rialzo dello 0.16% con la prima resistenza di rilievo posta a 1.3967.

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Martedì Inglese, ma occhio al Giappone

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Sterlina Inglese (GBP)

Grande attesa oggi per i dati sul CPI Britannico che potrebbero finalmente dare una direzione più marcata al Cable, che negli ultimi giorni ha avuto un comportamento estremamente altalenante.

Tutti si aspettano risultati negativi per il mese di Gennaio accompagnati dalla comparsa della tanto temuta deflazione, ma per i mercati non sarà di certo una sorpresa: lo scivolone dei prezzi del settore energetico unito alle deludenti previsioni della BOE riguardo all’inflazione hanno preparato gli operatori presenti sul mercato che potrebbero essere paradossalmente sorpresi da un dato migliore delle aspettative. Intanto il gbp/usd, dopo essere partito con il piede sbagliato, scivolando fino a 1.4405, è tornato di gran carriera a scambiare a 1.4440 con uno spike di quasi 50pips. Violenti movimenti potrebbero caratterizzare gli attimi prima dell’uscita dei dati e la successiva price action dipenderà esclusivamente dai numeri in uscita, ma mi azzardo a dare comunque il mio punto di vista: preferisco andare short intorno a 1.4485 con target 1.4380.

 

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Yen Giapponese (JPY)

Solo nubi in vista per il Giappone mentre l’usd/jpy viene scambiato a 114.45, movimento pressoche laterale dopo due giorni difficili per lo Yen. In un mercato in cui l’alta volatilità continua a sostenere la possibilità di un intervento delle autorità sul mercato, il primo ministro Abe ha dichiarato che, se necessario, ulteriori misure potrebbero essere prese sul mercato FX, mentre venerdì il governatore Nakaso ha dissentito l’opinione comune per cui l’acquisto di asset sembra essere vicino al limite. Intanto il PIL Giapponese del Q4 2015 è visto al ribasso di 1.4% (peggio delle aspettative che lo vedevano a -0.9%) e questo rappresenta il secondo dato al ribasso degli ultimi 3 quadrimestri. Sulla scia di questi dati, uniti al declino dei prezzi del petrolio e all’apprezzamento dello Yen visto nel mese di febbraio, ci aspettiamo che la BOJ ad Aprile riveda al ribasso le proprie stime dell’inflazione insieme ad un generale ribasso dell’economic forecast. Per la giornata di oggi la mia preferenza è stare long sui dips usd/jpy intorno a 113.70 con target 115.25 & 115.85. Il livello di 115.20 rappresenta una buona occasione per posizionarsi short.

 

Ennesimo lunedi dell’est

Si riparte con una nuova settimana, in cui vogliamo soffermarci sin da subito sui mercati asiatici.

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Won Sudcoreano (KRW)

Una decisione difficile, quella della BOK di domani, su di una possibile manovra di politica monetaria sui tassi d’interesse. Secondo Bloomberg, con una probabilità del 60%, i tassi rimarranno invariati all’1,50%, posticipando l’intervento, mentre il restante 40% vede un imminente taglio dei tassi molto probabile, già il 16 febbraio. Le motivazioni di questi ultimi sono legate ad un indice manifatturiero globale in declino, unito ad un equity in difficoltà e ad una bassa inflazione. L’alta volatilità dei mercati, potrebbe però scoraggiare la BOK dalla possibile mossa, rimandando tutto al prossimo meeting, quando potrebbero esserci condizioni più favorevoli. L’USD/KRW intanto scambia a 1.207,74, quasi flat, dopo un leggero movimento in rialzo in apertura di seduta.

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Dollaro Australiano (AUD)

Balzo verso l’alto per l’AUD nei confronti del Dollaro Americano nella notte, dopo l’uscita dei dati Cinesi di Import/Export piuttosto deludenti. Con il primo in calo del 14.4%, contro l’1.8% previsto, ed il secondo  in discesa del 3% in più delle aspettative (-6.6% YoY), l’iniziale reazione di sell-off del cross si è subito invertita ed ora l’aussie viene scambiato in rialzo dello 0.65% a 0.7152, dopo aver rotto la resistenza a 0.7150. Dati particolarmente negativi per la Cina, dopo un trade balance sospettosamente alto nel mese di Dicembre e a seguito del quale il responsabile delle statistiche cinese, Wang Baoan, è stato accusato di corruzione. Essendo l’Australia il principale partner commerciale della Cina questi avvenimenti hanno avuto anche ripercussioni sull’AUD e sui rumors di un probabile taglio dei tassi d’interesse dalla parte della RBA. Osservando gli overnight index swaps infatti, i mercati stanno prezzando una probabilità del 17% di un taglio durante il meeting di Marzo, e le dichiarazioni del governatore Stevens su una rinnovata volontà di agire sui tassi non ha fatto altro che incrementare questi rumors.  Se il movimento rialzista dovesse continuare l’immediata resistenza è vista a 0.7196, mentre nel caso di un inversione di tendenza il principale supporto è posizionato a livello 0.7068.

 

Rimbalzo di fine settimana dell’equity

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ORO (XAU)

Ottime notizie per l’oro che, sulla scia delle terribili performances dell’equity unite ad un sentimento di risk-off in gran spolvero, ha fatto segnare il massimo da febbraio 2015 con lo XAU/USD a $1.263,48oz.  Il repentino salto verso l’alto della safe haven commodity per eccellenza di questa settimana, rappresenta la migliore performance settimanale dal 2011 e l’Oro è subito diventato la “best performing commodity” del 2016, dopo aver sperimentato 3 anni consecutivi di performances negative. La corsa degli operatori all’acquisto del metallo prezioso, vista la price action di ieri, ha poi lasciato il mercato senza offerte, facendo presagire ulteriori rialzi in vista.

I movimenti della commodity rimangono correlati ai comportamento delle principali piazze finanziarie e al risk sentiment dei mercati che oggi sembrano rimbalzare (visto il fine settimana).

 

Visto che stiamo per iniziare il weekend vi lascio con una citazione d’autore, molto eloquente:

“I see the younger generation of hedge fund managers hampered by the need to understand and rationalize why something should go up or down. Usually, by the time that becomes self-evident, the move is already over. When I got into the business, there was so little information on fundamentals, and what little information one could get was largely imperfect. We learned just to go with the chart. Why work when Mr. Market can do it for you? These days, there are many more deep intellectuals in the business, and that, coupled with the explosion of information on the Internet, creates the illusion that there is an explanation for everything.. There are young men and women graduating from college who have a tremendous work ethic, but they get lost trying to understand the logic behind a whole variety of market moves. At the end of a bull market or bear market there’s typically no logic to it; irrationality reigns supreme, and no class can teach you what to do during that brief, volatile, reign.” Paul-Tudor Jones

 

 

C’mon Janet

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Dollaro Americano (USD)

Senza infamia e senza lode l’apparizione della Yellen di ieri che, usando toni moderati e non eccessivamente sbilanciati da una parte o dall’altra, non ha causato eccessivi movimenti di mercato, almeno per quanto riguarda l’EURUSD (solo un piccolo drop in corrispondenza delle 4 pm, che poi è stato riequilibrato nel giro di qualche ora). Secondo la numero uno della Fed il rischio globale previsto per tutto il 2016 potrebbe essere problematico per gli Stati Uniti, anche se il recupero economico non verrà penalizzato, e la normalizzazione dei tassi proseguirà in modo graduale come previsto. Oggi intanto seconda apparizione della Yellen in tardo pomeriggio, ma prima verranno presentati i numeri relativi ai jobless claims, previsti in ribasso a 280k, contro i 285k precedenti: un dato apparentemente positivo, ma che vista la scarsa liquidità che caratterizza i mercati in questa prima parte dell’anno non prevediamo avrà particolari ripercussioni sul prezzo dell’USD.

La preferenza rimane quella di vendere intorno a 1.1325/40 con target 1.1220. Al contrario, comprando sui dips, il livello giusto sarebbe intorno a 1.1200.

 

Mercoledì da leoni. Equity sù

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Dollaro Australiano (AUD)

Nella notte l’indice che misura la fiducia dei consumatori è cresciuto del 4.2% (da un -3.5% del mese scorso), facendo salire il Consumer Confidence Index a 101.3 dai 97.3: notizie confortanti per l’Australia dopo i dati disastrosi del mese di Gennaio e siamo ritornati così ad un livello (sopra i 100) ideale per gli operatori. Mentre la recente discesa del petrolio sembra remare in senso opposto all’AUD, da una prospettiva di mercato, le famiglie stanno beneficiando di un prezzo della benzina estremamente conveniente (il prezzo medio della benzina è ormai calato dell’8,5%) che ha effetti positivi sul risparmio delle famiglie. Intanto il prossimo meeting della Reserve Bank è previsto per il 1 marzo e, a seguito delle recenti notizie di mercato, tutti sembrano convinti che verrà applicato un ulteriore taglio dei tassi nel mese di Maggio, se non prima. La decisione della banca sarà legata alle recenti debolezze della domanda domestica e dal mercato del lavoro, e la mia view mi vede ancora convinto che nessuna ulteriore manovra verrà attuata durante il 2016.

Corona Svedese (SEK)

Se si pensa alla Svezia tutti gli occhi sono puntati sulla decisione della Riksbank sulla politica monetaria in programma per giovedì: è previsto un ulteriore easing, ormai quasi scontato, che porterà il tasso d’interesse in territorio ancora più negativo. La decisione tuttavia crediamo sia stata già quasi completamente prezzata dal mercato. La recente crescita economica unita ad un’inflazione in calo e ad un rischio di ribasso globale infatti rappresentano lo scenario ideale per l’attuazione di un ulteriore taglio dei tassi. Il superamento dell’EURSEK dei 9.5000 ha innescato delle prese di profitto, che in questo momento stanno portando il cross in terreno negativo dello 0.13% anche se crediamo che il trend rimanga generalmente positivo. Al contrario, nei confronti della Sterlina, continuano i guadagni della Corona in vista della decisione della Riksbank, anche se per ora il cross si stA muovendo laterale a 12.1685.

Intanto oggi parlerà la Yellen, staremo a vedere…

 

Martedì e ritorna il risk-off

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OIL

Continua la spirale negativa del greggio che ritorna pericolosamente vicino al livello dei $30bbl. Dopo aver timidamente guadagnato terreno nella notte, il WTI ha rintracciato per la terza sessione consecutiva (toccando un minimo di sessione a $29.84), bruciando di fatto completamente tutti i guadagni messi a segno la scorsa settimana, quando ha raggiunto i $32.00. La crescente risk aversion che caratterizza i mercati in questi giorni (con l’equity tornato in risk-off) unita alle crescenti preoccupazioni sull’eccesso di offerta continuano a limitare i movimenti al rialzo dell’oro nero. Nel weekend intanto il meeting tra Venezuela ed i rappresentanti dell’Arabia Saudita è finito con un nulla di fatto e la strada verso un accordo che possa portare la stabilità dei prezzi sembra ancora molto lontano.

 

Franco Svizzero (CHF)

La discesa dell’USDCHF sembra aver preso una boccata d’aria, con il cross che al momento viene scambiato a 0.9860 facendo registrare un movimento perfettamente laterale. Nonostante in apertura di sessione Asiatica il cross abbia toccato il minimo da 7 settimane a questa parte a 0..9823, il Dollaro sembra voler recuperare terreno ma, con un risk-.off tornato in auge, fatica a superare il livello attuale. Oltretutto le recenti vendite del biglietto verde a seguito della diminuzione delle scommesse su un aumento dei tassi nell’immediato, hanno contribuito a far segnare questa serie negativa di ribassi nei confronti del Franco Svizzero. Nessuna news poi dal dato sul tasso di disoccupazione Svizzero di questa mattina, che è rimasto invariato al 3.8%. Osservando il grafico si può notare che la prossima resistenza è posizionata a 0.9896 al di sopra della quale il Dollaro potrebbe estendere il suo cammino fino a 0.9943.

 

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